Svalutazione rimanenze

Svalutazione rimanenze di magazzino: Risoluzione Agenzia delle Entrate

Con Risoluzione 12 novembre 2013, n. 78, l'Agenzia delle Entrate, in risposta ad un quesito, ha fornito importanti chiarimenti relativamente alla svalutazione delle rimanenze di magazzino valutate a costi specifici.

In particolare, l'Amministrazione Finanziaria, dopo aver richiamato la disciplina civile e fiscale in riferimento alle giacenze di magazzino, ha precisato che, ai fini fiscali, è preclusa la possibilità di apportare rettifiche di valore dei beni valutati al costo.

Pertanto, le svalutazioni delle rimanenze di magazzino operate in sede di bilancio:

non rilevano ai fini fiscali;
di conseguenza, in sede di compilazione del Mod. UNICO, è necessario operare una variazione in aumento.

Bozza OIC n. 17 su "Il bilancio consolidato e il metodo del patrimonio netto" in consultazione

In data 12 novembre 2013 è stata pubblicata per la consultazione la bozza del principio OIC n. 17 relativo alla disciplina del bilancio consolidato (ex OIC n. 17) e al metodo del patrimonio netto (ex OIC n. 21). Le osservazioni dovranno essere presentate entro il 28 febbraio 2014.

Tra le novità previste si segnalano, in particolare, in relazione alla sezione sul bilancio consolidato:

differenza iniziale da annullamento: il testo del principio contabile è stato allineato a quanto previsto dall'art. 31, D.Lgs. n. 127/1991 per cui all'atto del consolidamento della partecipazione, tale differenza si determina attraverso il confronto tra il valore contabile della partecipazione e la corrispondente frazione di patrimonio netto contabile della controllata;
data del consolidamento in sede di redazione del primo bilancio consolidato: nel caso di società che redigono per la prima volta il bilancio consolidato, il consolidamento delle partecipazioni è attuato sulla base dei valori contabili alla data del primo consolidamento. Nel caso, invece, di una subholding, il principio raccomanda di effettuare il bilancio consolidato con riferimento alla data originaria di acquisto delle partecipazioni.

Dal 1° gennaio 2014 verifiche rafforzate per prelievi over 2.500 euro

Con Provvedimento 3 aprile 2013 la Banca d'Italia aveva dato attuazione alle disposizioni che prevedevano un'adeguata e rafforzata verifica della clientela ai sensi dell'art. 7, comma 2, D.Lgs. n. 231/2007. Tali disposizioni attuative entreranno in vigore il prossimo 1° gennaio 2014.

A decorrere da tale data, gli intermediari finanziari saranno dunque obbligati ad operare una adeguata verifica verso quei soggetti che effettuano depositi, prelievi ed operazioni di pagamento per importi unitari superiori a 2.500 euro a condizione che tale limite sia superato con l'impiego di banconote di taglio pari a 200 o 500 euro.

Secondo la Banca d'Italia, infatti, l'utilizzo di banconote di grosso taglio presenta un maggiore rischio di riciclaggio e/o di finanziamento al terrorismo poiché favorisce le transazioni finanziarie non tracciabili.

In particolare l'adeguata verifica della clientela consiste nelle seguenti attività:

identificazione del cliente, dell'eventuale esecutore e dell'eventuale titolare effettivo;
verifica dell'identità del cliente, dell'eventuale esecutore e dell'eventuale titolare effettivo sulla base di documenti, dati o informazioni ottenuti da una fonte affidabile ed indipendente;
acquisizione di informazioni sullo scopo e sulla natura prevista del rapporto continuativo e, quando rilevi secondo un approccio basato sul rischio, dell'operazione occasionale;
esercizio di un controllo costante nel corso del rapporto continuativo.

La cartella di pagamento è direttamente impugnabile: Cassazione

Con Ordinanza 12 novembre 2013, n. 25358, la Corte di Cassazione ha chiarito che il contribuente può contestare una pretesa tributaria anche in sede di impugnazione della cartella emessa sulla base delle sue dichiarazioni dei redditi, purché tale cartella costituisca il primo atto con cui la pretesa viene portata a conoscenza.

La Suprema Corte precisa inoltre che non è necessario che il contribuente versi quanto chiesto in cartella e quindi presenti domanda di rimborso, impugnando il silenzio-rigetto.

Lavorare senza gli occhiali protettivi legittima il licenziamento

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 25392 del 12 novembre 2013, ha dichiarato legittimo il licenziamento operato dall'azienda nei confronti del dipendente che, durante l'attività operativa in fabbrica, non utilizzava i necessari dispositivi di protezione individuali, nel caso in specie gli occhiali.

I giudici della Suprema Corte hanno ritenuto che le periodiche riunioni organizzate dal datore di lavoro sulla prevenzione e protezione costituiscono adempimento dell'obbligo informativo e formativo in capo al datore, tanto più che durante una di queste il lavoratore aveva firmato un verbale nel quale veniva fatto riferimento proprio alla necessità di indossare gli occhiali protettivi in determinate attività. Il provvedimento espulsivo adottato dal datore di lavoro è legittimato, vista la conoscenza delle norme da parte del lavoratore e alla luce delle reiterate violazioni dell'obbligo.

Indice TFR del mese di ottobre 2013

L'Istituto centrale di statistica ha reso noto che l'indice dei prezzi al consumo per il mese di ottobre 2013 è pari a 107,1 punti.

L'incidenza percentuale della differenza rispetto all'indice in vigore al 31 dicembre 2012 è pari a 0,563380; il calcolo del coefficiente di rivalutazione si esegue sommando il 75% di tale valore con un tasso fisso dell'1,5% annuo, per cui si avrà 1,672535.

Violazioni del codice della strada e pagamento di sanzione ridotta: chiarimenti del Ministero del Lavoro

Il Ministero del Lavoro, con Lettera circolare prot n. 19442 dell'11 novembre 2013, interviene per fornire chiarimenti in merito alle modifiche, introdotte dall'articolo 20, comma 5-bis, lett. a) del DL n. 69/2013 (c.d Decreto Fare) come convertito nella Legge n. 98/2013, all'articolo 202 del D.Lgs n. 285/1998 (Codice della strada) in materia di pagamento in misura ridotta di sanzioni amministrative. Infatti, è stata introdotta una particolare ipotesi di riduzione dell'importo (pari al 30% del minimo edittale) da corrispondere in caso di pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria entro 5 giorni dalla contestazione o dalla notificazione della violazione.

I chiarimenti del Ministero del Lavoro riguardano, nello specifico, l'ambito di applicazione, il criterio temporale e le modalità di pagamento della sanzione ridotta.

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