Le Scadenze di lunedì 11 novembre 2013

MODELLO 730 INTEGRATIVO
Trasmissione dei modelli 730 da parte del CAF e del professionista abilitato e consegna al lavoratore dipendente o pensionato dei relativi modelli 730 e 730/3 (prospetto di liquidazione)

L’Agenzia delle Entrate concede più tempo per le comunicazioni delle operazioni rilevanti IVA

Con Comunicato stampa 7 novembre 2013, l’Agenzia delle Entrate ha reso noto che gli operatori economici che devono comunicare le operazioni rilevanti ai fini IVA relative all’anno 2012 (entro il 12 novembre 2013 per i soggetti mensili e al 21 novembre per gli altri soggetti) avranno più tempo, dato che il canale Entratel rimarrà aperto fino al 31 gennaio 2014.

Stessa possibilità per operatori finanziari, che potranno inviare i dati relativi a saldi e movimentazioni dei rapporti finanziari tramite il SID (Sistema di Interscambio Dati) fino al 31 gennaio 2014.

Inoltre, con Provvedimento 7 novembre 2013, l’Agenzia delle Entrate ha previsto, in favore degli operatori finanziari, la proroga al 31 gennaio 2014 per comunicare le operazioni di importo pari o superiore a 3.600 euro rilevanti ai fini IVA effettuate con POS (prima era fissata al 12 novembre 2013).

Deducibilità dell’imposta di bollo nel regime del risparmio gestito: Risoluzione

Con Risoluzione 6 novembre 2013, n. 76, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’imposta di bollo degli estratti conto e sui rendiconti relativi alle gestioni di portafogli individuali (art. 13, D.P.R. n. 642/1972), per le quali viene esercitata l’opzione di applicazione del regime per il risparmio gestito, è deducibile in quanto rappresenta un onere intrinsecamente inerente alla gestione del patrimonio.

Non è invece deducibile:

l’imposta di bollo speciale (art. 19, comma 6, D.L. n. 201/2011) sulle attività finanziarie oggetto di emersione ai sensi dell’art. 13-bis, D.L. n. 350/2001, in quanto è un onere non inerente al patrimonio gestito, ma connesso al regime previsto dall’art. 14, comma 2, D.L. n. 350/2001;
l’imposta sulle transazioni finanziarie (“tobin tax”), in quanto così stabilito dall’art. 1, commi da 491 a 499, Legge n. 228/2012 e dal Decreto MEF 21 febbraio 2013.

Giocare con il pc dell’ufficio può costare il posto di lavoro

La Corte di Cassazione ha affermato la liceità del licenziamento posto in atto dall’azienda contro il dipendente che passa ore al personal computer a giocare anziché a lavorare, asserendo che le motivazioni addotte dall’azienda, pur non riportando nel dettaglio tutte le sessioni di gioco incriminate, sono sufficienti a consentire al lavoratore di preparare la sua difesa.

Nella Sentenza n. 25069 del 7 novembre 2013, la Suprema Corte, ribaltando il giudizio di secondo grado, ha ritenuto possibile il licenziamento del lavoratore in questione, e questi non può nemmeno contestare la violazione dell’articolo 4 della Legge n. 300/1970, in quanto, precisa la Corte, il controllo del computer aziendale non configura un controllo a distanza proprio perché potrebbe essere consentito dal diretto interessato.

Responsabilità anche del coordinatore della sicurezza per l’infortunio dell’operaio

In materia di sicurezza sul lavoro in cantiere, la Corte di Cassazione ha statuito che la responsabilità penale per l’incidente occorso al lavoratore ricade non soltanto sul datore e sul direttore dei lavori, ma anche sul coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione dell’opera, in caso di mancato adeguamento del piano di sicurezza e di coordinamento (Psc) alla perizia di variante e l’infortunato al momento del sinistro svolge mansioni non individuate né regolamentate in detto piano.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 44977 del 7 novembre 2013, ha precisato che nonostante le funzioni del coordinatore della sicurezza non comportino la sua presenza continua in cantiere, lo stesso deve effettuare puntuali controlli sulle lavorazioni previste ed in particolare riguardo le attività che mettono più a rischio l’incolumità degli operai.

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