LEGGE DI STABILITA’ 2016- PRINCIPALI NOVITA’

 

Legge di stabilità 2016 - Principali novità

Di seguito si riepilogano le principali novità della “legge di stabilità per il 2016”, in vigore dall’1.1.2016.

 

Regime fiscale agevolato per autonomi (c.d. “regime forfetario”)       

Sono state apportate alcune modifiche al regime fiscale agevolato per autonomi di cui alla L. 190/2014 (c.d. “regime forfetario”), efficaci a decorrere dall’1.1.2016.

Le soglie di ricavi/compensi per l’accesso e la permanenza nel regime, da valutare con riferimento all’anno precedente, sono state aumentate di 10.000,00 euro per tutte le attività, salvo per quelle professionali per le quali l’incremento ammonta a 15.000,00 euro.

Per accedere o permanere nel regime forfetario, i redditi di lavoro dipendente e assimilati, percepiti nell’annualità precedente, non devono superare 30.000,00 euro; la verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato.

Gli imprenditori individuali che applicano il regime forfetario possono beneficiare di una riduzione del 35% dell’ordinaria contribuzione prevista per le Gestioni degli artigiani e dei commercianti dell’INPS.

Ammortamenti - Maggiorazione del 40% del costo d’acquisto di beni

Ai fini delle imposte sui redditi, per i soggetti titolari di reddito d’impresa e per gli esercenti arti e professioni che effettuano investimenti in beni materiali strumentali nuovi, con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria, il costo di acquisizione è maggiorato del 40%.

In sostanza, se il costo d’acquisto di un bene strumentale è pari a 100, il costo deducibile ai fini dell’ammortamento fiscale sarà pari a 140. Considerando, per ipotesi, un’aliquota di ammortamento del 20%, la deduzione sarà pari a 28 per 5 anni, invece che a 20.

Gli investimenti oggetto dell’agevolazione sono quelli effettuati dal 15.10.2015 al 31.12.2016.

Viene previsto che siano altresì maggiorati del 40% i limiti rilevanti per la deduzione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing dei beni di cui all’art. 164 co. 1 lett. b) del TUIR.

Pertanto:

  • anche per le autovetture vale l’incremento del costo di acquisizione del 40%;
  • il limite al costo fiscale (ad esempio, 18.075,99 euro per l’acquisto di autovetture) è incrementato della stessa misura (quindi, 25.306,00 euro);
  • la percentuale di deducibilità (ad esempio, 20% e 80% per agenti e rappresentanti) resta invece invariata.

La norma agevolativa prevede l’irrilevanza dei “super-ammortamenti” ai fini degli studi di settore.

Assegnazione e cessione di beni ai soci e trasformazione in società semplice

Le società di persone e di capitali possono assegnare o cedere beni ai soci, o trasformarsi in società semplice, beneficiando di riduzioni per quanto riguarda le imposte dirette e indirette.

Benché le operazioni in questione abbiano quali naturali destinatarie le società di comodo, esse possono essere effettuate anche da società che svolgono un’ordinaria attività d’impresa.

Possono essere assegnati o ceduti ai soci i beni immobili (tranne quelli strumentali per destinazione) e i beni mobili iscritti nei pubblici registri (es. autoveicoli, imbarcazioni, aeromobili) non utilizzati quali beni strumentali.

La trasformazione in società semplice è possibile se la società ha per oggetto esclusivo o principale la gestione di tali beni (es. società di gestione immobiliare).

Estromissione dell’immobile dell’imprenditore individuale

L’imprenditore individuale può estromettere dal regime d’impresa gli immobili strumentali posseduti, assolvendo sulla differenza tra il valore normale degli immobili e il loro costo fiscalmente riconosciuto un’imposta sostitutiva dell’8%.

Per determinare tali plusvalenze è possibile utilizzare, in luogo del valore normale degli immobili, il loro valore catastale; le agevolazioni non vengono meno se il valore normale (o il valore catastale) sono inferiori al costo fiscale, non essendovi quindi necessità di assolvere l’imposta sostitutiva.

Imposte indirette

L’IVA, se dovuta, deve essere assolta nei modi (e nei termini) ordinari, anche se nella maggior parte dei casi il regime naturale dell’operazione è l’esenzione.

Non sono dovute le imposte di registro, ipotecaria e catastale.

L’estromissione deve avvenire entro il 31.5.2016 (senza particolari opzioni da esercitare, ma solo attraverso il comportamento concludente dell’imprenditore, ad esempio con apposite annotazioni in contabilità); per effetto dell’estromissione l’immobile si considera posseduto dalla persona fisica in qualità di “privato” non imprenditore dall’1.1.2016.

Riduzione dell’aliquota IRES dal 2017

Si prevede la riduzione:

  • dal 27,5% al 24%, dell’aliquota nominale IRES di cui all’art. 77 co. 1 del TUIR;
  • dall’1,375% all’1,2%, dell’aliquota della ritenuta a titolo d’imposta di cui all’art. 27 co. 3-ter del DPR 600/73; si tratta della ritenuta sugli utili corrisposti a società ed enti soggetti all’imposta sul reddito delle società in uno Stato membro dell’Unione europea.

Le suddette riduzioni operano a decorrere dall’1.1.2017, con effetto per i periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31.12.2016 (ovvero dal 2017, per i soggetti “solari”).

Rideterminazione delle quote imponibili di dividendi e plusvalenze.

Con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze saranno proporzionalmente rideterminate:

  • le percentuali di imponibilità di dividendi e plusvalenze, di cui agli artt. 47 co. 1, 58 co. 2, 59 e 68 co. 3 del TUIR;
  • la percentuale di utili percepiti dagli enti non commerciali che non concorre alla formazione del reddito degli stessi, di cui all’art. 4 co. 1 lett. q) del DLgs. 12.12.2003 n. 344.

Per espressa previsione normativa, la rideterminazione delle percentuali di cui agli artt. 58 co. 2 e 68 co. 3 del TUIR non si applica ai soggetti di cui all’art. 5 del TUIR; viene, in tal modo, evitato, secondo la relazione illustrativa al Ddl., l’aumento della quota imponibile per le società di persone e gli enti ad esse equiparati.

Rivalutazione dei beni d’impresa.

Sono state riaperte le disposizioni in materia di rivalutazione dei beni d’impresa; per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, l’operazione deve essere effettuata nel bilancio al 31.12.2015.

Possono essere rivalutati:

  • i beni materiali e immateriali, con esclusione di quelli alla cui produzione o scambio è diretta l’attività dell’impresa;
  • le partecipazioni in società controllate e collegate che rappresentano immobilizzazioni finanziarie.

I beni rivalutabili devono risultare dal bilancio dell’esercizio in corso al 31.12.2014.

Effetti fiscali

Sui maggiori valori iscritti in bilancio per effetto della rivalutazione è dovuta un’imposta sostitutiva pari:

  • al 16%, per i beni ammortizzabili;
  • al 12%, per i beni non ammortizzabili.

I maggiori valori sono riconosciuti ai fini fiscali:

  • in linea generale, a decorrere dal terzo esercizio successivo a quello nel quale la rivalutazione è eseguita (2018, per i soggetti “solari”);
  • ai soli fini della determinazione delle plusvalenze e delle minusvalenze, dall’inizio del quarto esercizio successivo (dall’1.1.2019, per i soggetti “solari”).

L’imposta sostitutiva deve essere versata in un’unica soluzione, entro il termine per il versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo d’imposta 2015.

Riapertura della rideterminazione del costo di partecipazioni e terreni.

Viene riaperta la possibilità di rideterminare il costo o valore fiscale di acquisto delle partecipazioni non quotate e dei terreni posseduti, al di fuori del regime d’impresa, alla data dell’1.1.2016, affrancando in tutto o in parte le plusvalenze latenti.

La legge di stabilità 2016 ha però introdotto l’imposta sostitutiva unica dell’8%, applicabile ai terreni, alle partecipazioni qualificate ed alle partecipazioni non qualificate.

Per beneficiare dell’agevolazione, occorre che entro il 30.6.2016:

  • un professionista abilitato (es. dottore commercialista, geometra, ingegnere, ecc.) rediga e asseveri la perizia di stima della partecipazione o del terreno;
  • il contribuente interessato versi per intero l’imposta sostitutiva, ovvero (in caso di rateizzazione) la

Abrogazione del regime dei costi “black list”

Viene abrogato dal 2016 il regime dei costi che derivano da operazioni con controparti residenti o localizzate in Stati o territori a fiscalità privilegiata (art. 110 commi 10 e seguenti del TUIR).

I costi che derivano da tali operazioni saranno, quindi, equiparati agli altri costi, senza più alcun onere di indicazione separata nella dichiarazione dei redditi.

Detrazione IRPEF per interventi di recupero edilizio

La detrazione IRPEF del 50% delle spese sostenute per interventi volti al recupero del patrimonio edilizio è prorogata alle sostenute fino al 31.12.2016. Rimane invariato il limite massimo di spesa detraibile pari a 96.000,00 euro.

Detrazione IRPEF per gli immobili interamente ristrutturati

La detrazione IRPEF del 50% delle spese sostenute per l’acquisto o assegnazione di unità immobiliari site in fabbricati interamente recuperati con interventi di restauro e risanamento conservativo o ristrutturazione da imprese e cooperative edilizie è prorogata in relazione agli atti di acquisto o assegnazione effettuati fino al 31.12.2016, entro l’importo massimo di 96.000,00 euro per unità immobiliare.

Detrazione IRPEF per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici

La detrazione IRPEF del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici adibiti all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione si applica alle spese sostenute fino al 31.12.2016, nel limite massimo di spesa pari a 10.000,00 euro e indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione.

Nuova detrazione IRPEF per l’acquisto di mobili dalle “giovani coppie”

Viene introdotta una detrazione IRPEF del 50% per le giovani coppie che acquistano un’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale.

L’agevolazione è fruibile per le spese documentate sostenute dall’1.1.2016 al 31.12.2016 per l’acquisto di mobili ad arredo dell’unità abitativa destinata ad abitazione principale ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 16.000,00 euro, da ripartire tra gli aventi diritto in 10 quote annuali di pari importo.

Detrazione IRPEF/IRES per interventi di riqualificazione energetica degli edifici

La detrazione IRPEF/IRES del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici (anche relativi a parti comuni di edifici condominiali) si applica alle spese sostenute fino al 31.12.2016, inoltre, può essere fruita dagli Istituti autonomi per le case popolari (IACP), comunque denominati:

  • per le spese sostenute dall’1.1.2016 al 31.12.2016;
  • per interventi realizzati su immobili di loro proprietà adibiti ad edilizia residenziale pubblica.

Interventi su parti comuni condominiali - Trasferimento della detrazione.

Per le spese sostenute dall’1.1.2016 al 31.12.2016 per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, i soggetti che si trovano nella “no tax area” per i quali l’IRPEF non è dovuta (pensionati, dipendenti e autonomi) possono optare per la cessione della detrazione ai fornitori che hanno effettuato i predetti interventi.

Detrazione IRPEF/IRES per misure antisismiche

La detrazione IRPEF/IRES del 65% relativamente alle misure antisismiche e alle opere di messa in sicurezza statica degli edifici è prorogata alle spese sostenute fino al 31.12.2016, nel limite massimo di 96.000,00 euro per ciascuna unità immobiliare facente parte dell’edificio.

Nuova detrazione IRPEF dell’IVA corrisposta per l’acquisto di immobili

Viene introdotta una detrazione dall’IRPEF del 50% dell’importo corrisposto per il pagamento dell’IVA:

  • per l’acquisto, effettuato entro il 31.12.2016, di unità immobiliari a destinazione residenziale di classe energetica A o B;
  • cedute dalle imprese costruttrici.

La detrazione è pari al 50% dell’imposta dovuta sul corrispettivo d’acquisto ed è ripartita in 10 quote annuali.

Detrazione IRPEF per l’acquisto della prima casa con leasing

Viene introdotta una nuova detrazione dall’IRPEF per coloro che acquistano un immobile da destinare ad abitazione principale attraverso un contratto di locazione finanziaria.

Aumento detrazioni IRPEF per i pensionati

Viene previsto l’aumento degli importi delle detrazioni IRPEF per i titolari di redditi di pensione:

  • con un reddito complessivo fino a 15.000,00 euro;
  • a partire dall’1.1.2016.

Detrazione IRPEF per spese funebri

A partire dal periodo d’imposta 2015, le spese funebri beneficiano della detrazione IRPEF del 19%:

  • se sostenute in dipendenza della morte di persone, senza più alcuna limitazione in relazione al rapporto di coniugio/parentela/affinità;
  • su un importo massimo di 1.550,00 euro per ciascun decesso.

Detrazione IRPEF per spese universitarie

A partire dal periodo d’imposta 2015, le spese per la frequenza di corsi di istruzione presso università non statali beneficiano della detrazione IRPEF del 19% in misura non superiore a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, tenendo conto degli importi medi delle tasse e dei contributi dovuti alle università statali.

Determinazione redditi fondiari -Rivalutazione dall’anno 2016

Ai soli fini della determinazione delle imposte sui redditi, l’ulteriore rivalutazione dei redditi dominicale e agrario disposta dall’art. 1 co. 512 della L. 228/2012 è pari al 30%, “a regime”, dal periodo d’imposta 2016.

Rendita catastale degli immobili “D” ed “E”

Dall’1.1.2016, la determinazione della rendita catastale dei fabbricati a destinazione speciale e particolare, cioè degli immobili classificabili nelle categorie catastali dei gruppi “D” ed “E”, è effettuata (tramite stima diretta) tenendo conto del suolo e delle costruzioni, nonché degli elementi ad essi strutturalmente connessi che ne accrescono la qualità e l’utilità, nei limiti dell’ordinario apprezzamento.

Detassazione dei premi di produttività

Salva espressa rinuncia scritta del lavoratore, i premi di risultato di ammontare variabile la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, nonché le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa:

  • sono assoggettati ad un’imposta sostitutiva dell’IRPEF pari al 10% (comprensiva di addizionali regionali e comunali);
  • entro il limite di importo complessivo di 2.000,00 euro lordi (elevabili fino a 2.500,00 euro nel caso di aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro).

Il beneficio può essere fruito dai titolari di reddito da lavoro dipendente:

  • di importo non superiore, nell’anno precedente a quello di percezione dei premi di produttività, a 50.000,00 euro;
  • del settore privato.

A tal fine, è necessario che i predetti premi di produttività vengano erogati in esecuzione dei contratti collettivi:

  • territoriali o aziendali, stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;
  • aziendali, stipulati dalle loro rappresentanze sindacali aziendali (RSA) ovvero dalla rappresentanza sindacale unitaria (RSU).

Incentivazione del welfare aziendale

Non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente:

  • l’utilizzazione delle opere e dei servizi riconosciuti dal datore di lavoro volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, offerti alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti e ai relativi familiari, per finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto;
  • le somme, i servizi e le prestazioni erogati dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione, da parte dei relativi familiari, dei servizi di educazione e istruzione anche in età prescolare, compresi i servizi integrativi e di mensa ad essi connessi, nonché per la frequenza di ludoteche e di centri estivi e invernali e per borse di studio a favore dei medesimi familiari;
  • le somme e le prestazioni erogate dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione dei servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti.

L’erogazione di beni, prestazioni, opere e servizi da parte del datore di lavoro può avvenire mediante documenti di legittimazione, in formato cartaceo o elettronico, riportanti un valore nominale.

Destinazione del 2 per mille dell’IRPEF alle associazioni culturali

Viene introdotta la possibilità di destinare il 2 per mille della propria IRPEF a favore di un’associazione culturale:

  • iscritta in un apposito elenco istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri;
  • con riferimento al periodo d’imposta 2015 (modelli 730/2016 e UNICO 2016 PF).

Aumento della deduzione forfetaria IRAP per soggetti “minori”

I soggetti passivi IRAP (escluse le Pubbliche amministrazioni), la cui base imponibile è contenuta entro una determinata soglia, possono dedurre dal valore della produzione un importo forfetario variabile in relazione a definiti scaglioni di base imponibile.

Deducibilità parziale ai fini IRAP del costo dei lavoratori stagionali

Il costo dei lavoratori stagionali diventa deducibile dalla base imponibile IRAP in misura pari al 70%.

La deduzione compete ai soggetti che determinano la base imponibile ai sensi degli artt. 5 - 9 del DLgs. 446/97.

Art Bonus “a regime”

Vengono apportate alcune modifiche al credito d’imposta per favorire le erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo di cui all’art. 1 del DL 83/2014 (c.d. “Art Bonus”). Nello specifico:

  • l’agevolazione diventa permanente;
  • l’aliquota del credito d’imposta viene fissata in misura pari al 65%.

Credito d’imposta per erogazioni liberali a sostegno della scuola (c.d. school bonus)

Viene rinviata al 2016 la decorrenza del c.d. school bonus.

Pertanto, per le erogazioni liberali in denaro destinate agli investimenti in favore di tutti gli istituti del sistema nazionale di istruzione, per la realizzazione di nuove strutture scolastiche, la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti e per il sostegno a interventi che migliorino l’occupabilità degli studenti, il credito d’imposta spetta in misura pari:

  • al 65% delle erogazioni effettuate nel 2016 e 2017;
  • al 50% di quelle effettuate nel 2018.

Credito d’imposta per la sicurezza

Le persone fisiche (non nell’esercizio di attività di lavoro autonomo o di impresa) possono beneficiare di un credito d’imposta per le spese:

  • sostenute ai fini dell’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale o allarme;
  • connesse ai contratti stipulati con istituti di vigilanza, dirette alla prevenzione di attività criminali.

Per le suddette spese è riconosciuto un credito d’imposta ai fini dell’imposta sul reddito, nel limite massimo complessivo di 15 milioni di euro per l’anno 2016.

Professionisti - Accesso ai fondi europei

I liberi professionisti, in quanto equiparati alle PMI come esercenti attività economica, possono accedere ai fondi strutturali europei.

Novità in materia di aliquote IVA

In materia di aliquote IVA viene:

  • rinviato all’1.1.2017 l’aumento delle aliquote ordinaria e “ridotta”, previsto per l’1.1.2016;
  • estesa l’aliquota del 4% alle cessioni di giornali, di periodici e di altri prodotti editoriali in formato elettronico;
  • introdotta l’aliquota del 5% per le prestazioni socio-sanitarie e assistenziali rese dalle cooperative sociali nei confronti delle categorie protette;

 

Estensione del reverse charge

Nel caso di rilascio di una specifica misura di deroga da parte del Consiglio dell’Unione europea, il meccanismo del reverse charge è esteso alle prestazioni di servizi:

  • rese dalle imprese consorziate nei confronti del consorzio di appartenenza;
  • se il consorzio destinatario del servizio sia aggiudicatario di una commessa nei confronti di una Pubblica Amministrazione e renda il servizio in regime di “split payment”.

Esonero dallo “spesometro”

I contribuenti tenuti a trasmettere i dati delle prestazioni sanitarie effettuate mediante il “Sistema Tessera Sanitaria”, ai fini della precompilazione dei modelli 730, sono esonerati dall’obbligo di comunicare le operazioni rilevanti ai fini IVA (c.d. “spesometro”), limitatamente all’anno 2016.

Eliminazione della TASI per le abitazioni principali non di lusso

Dal 2016 non sono assoggettate alla TASI le abitazioni principali, con l’eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

Maggiorazione delle aliquote TASI

Rimane ferma la possibilità per i Comuni di mantenere anche per l’anno 2016 la maggiorazione TASI (che può arrivare fino allo 0,8%) nella stessa misura applicata per l’anno 2015.

Tale maggiorazione, tuttavia, può essere mantenuta anche per il 2016 soltanto con un’espressa deliberazione del Consiglio comunale.

Unità immobiliari locate destinate ad abitazione principale - Disciplina TASI

Nel caso in cui l’unità immobiliare sia detenuta da un soggetto che la destina ad abitazione principale, escluse quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, è il possessore che deve versare la TASI nella misura stabilita dal Comune nel regolamento relativo all’anno 2015.

La percentuale di versamento a carico del possessore è pari al 90% dell’ammontare complessivo del tributo nel caso di:

  • mancato invio della delibera entro il termine del 10.9.2014;
  • mancata determinazione della predetta percentuale stabilita dal Comune nel regolamento relativo al 2015.

Immobili concessi in comodato - Riduzione della base imponibile IMU/TASI

Viene prevista la riduzione del 50% della base imponibile dell’IMU/TASI, per le unità immobiliari, escluse quelle di maggior pregio (A/1, A/8 e A/9), concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che la destinano ad abitazione principale e a condizione che:

  • il contratto sia registrato;
  • il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato.

Il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante, oltre all’immobile concesso in comodato, possieda nello stesso Comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

Terreni agricoli in zone montane - Esenzione dall’IMU

A decorrere dall’anno 2016, l’esenzione dall’IMU prevista dalla lett. h) del co. 1 dell’art. 7 del DLgs. 30.12.92 n. 504 per i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate, si applica sulla base dei criteri individuati dalla C.M. 14.6.93 n. 9.

Terreni agricoli - esenzione dall’IMU

A decorrere dal 2016, sono esenti dall’IMU i terreni agricoli:

  • posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali di cui all’art. 1 del DLgs. 99/2004, iscritti nella previdenza agricola, indipendentemente dalla loro ubicazione;
  • ubicati nei Comuni delle isole minori di cui all’allegato A della L. 28.12.2001 n. 448;
  • a immutabile destinazione agrosilvopastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile.

 

 

Trasmissione da parte dei Comuni delle delibere e dei regolamenti - Novità per IMU e TASI

Le deliberazioni di approvazione delle aliquote e delle detrazioni nonché i regolamenti dell’IMU e della TASI, al fine della loro pubblicazione nel sito Internet del Ministero dell’Economia e delle Finanze, devono essere inviate dai Comuni entro il termine perentorio del 14 ottobre dello stesso anno (in precedenza il termine era fissato al 21 ottobre).

Agevolazione prima casa

Viene disposto che l’agevolazione prima casa (che consente l’applicazione dell’imposta di registro del 2% o dell’IVA al 4% agli atti di trasferimento immobiliare a titolo oneroso) possa applicarsi anche ove l’acquirente sia titolare, al momento del nuovo acquisto, di un altro immobile abitativo situato sul territorio nazionale, a suo tempo acquistato con l’agevolazione, purché l’immobile acquistato (in passato) con l’agevolazione sia alienato entro un anno dalla data del nuovo atto di acquisto agevolato.

Titolarità di altro immobile acquistato con l’agevolazione

Si ricorda che la norma agevolativa richiede che l’acquirente non sia titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale, su tutto il territorio nazionale, del diritto di proprietà, nuda proprietà, uso, usufrutto o abitazione, su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con l’agevolazione prima casa.

Fino all’entrata in vigore della legge di stabilità 2016, tale condizione impediva l’accesso all’agevolazione a chiunque fosse in possesso di un’altra abitazione su tutto il territorio nazionale, a nulla rilevando che egli la alienasse anche pochi giorni dopo il nuovo acquisto.

Ove l’abitazione precedentemente acquistata con l’agevolazione prima casa non venga alienata entro un anno dall’acquisto agevolato della nuova abitazione, si verifica la decadenza dall’agevolazione prima casa goduta sul nuovo acquisto.

Patti contrari alla legge              

Vengono introdotte alcune modifiche all’art. 13 della L. 9.12.98 n. 431, relativo ai patti contrari alla legge in materia di locazione immobiliare.

In particolare, viene sancito l’obbligo, in capo al locatore dell’immobile adibito ad uso abitativo:

  • di provvedere alla registrazione del contratto di locazione, nel termine perentorio di 30 giorni;
  • nei 60 giorni successivi, di dare comunicazione dell’avvenuta registrazione al conduttore e all’amministratore di condominio.

Nel caso in cui il locatore non abbia provveduto alla prescritta registrazione del contratto, il conduttore può chiedere all’autorità giudiziaria che il contratto venga ricondotto alle condizioni “legali” di cui agli artt. 2 co. 1 (contratti c.d. “liberi”) e 2 co. 3 (contratti c.d. “concordati”) della L. 431/98.

Aliquota dell’imposta di registro per i trasferimenti di terreni senza agevolazioni

Viene previsto l’innalzamento dal 12% al 15% dell’aliquota dell’imposta di registro applicabile ai trasferimenti a titolo oneroso di terreni agricoli a favore di soggetti diversi da:

  • coltivatori diretti iscritti alla relativa gestione previdenziale ed assistenziale;
  • imprenditori agricoli professionali (IAP) iscritti alla relativa gestione assistenziale e previdenziale.

Tali atti, dall’1.1.2016, scontano l’aliquota del 15%, con la misura minima di 1.000,00 euro, oltre alle imposte ipotecaria e catastale in misura fissa di 50,00 euro l’una.

Modifiche alla disciplina del canone RAI

  • la misura del canone di abbonamento alla televisione per uso privato è pari, nel suo complesso, all’importo di 100,00 euro;
  • l’esistenza di un’utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui un soggetto ha la sua residenza anagrafica fa presumere la detenzione di un apparecchio atto od adattabile alla ricezione delle radioaudizioni.

La suddetta presunzione, a decorrere dall’anno 2016, è superata esclusivamente mediante una dichiarazione resa ai sensi del DPR 445/2000, la cui mendacia comporta gli effetti, anche penali, di cui all’art. 76 dello stesso DPR 445/2000 e avente validità per l’anno in cui è presentata.

Il canone di abbonamento è, in ogni caso, dovuto una sola volta in relazione ai suddetti apparecchi detenuti, nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora, dallo stesso soggetto e dai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica (come individuata dall’art. 4 del DPR 30.5.89 n. 223).

Per i titolari di utenza per la fornitura di energia elettrica, il pagamento del canone avviene mediante addebito sulle fatture emesse dall’impresa elettrica, di cui costituisce distinta voce non imponibile ai fini fiscali.

Il pagamento del canone deve essere effettuato in dieci rate mensili addebitate sulle fatture emesse dall’impresa elettrica aventi scadenza del pagamento successiva alla scadenza delle rate. Le rate, ai fini dell’inserimento in fattura, s’intendono scadute il primo giorno di ciascuno dei mesi da gennaio ad ottobre.

Per il 2016, nella prima fattura successiva all’1.7.2016 sono cumulativamente addebitate tutte le rate scadute.

Ampliamento dei dati delle Certificazioni Uniche

Le Certificazioni Uniche da trasmettere in via telematica all’Agenzia delle Entrate, entro il 7 marzo, comprendono anche:

  • gli ulteriori dati fiscali e contributivi e quelli necessari per l’attività di controllo dell’Amministrazione finanziaria e degli enti previdenziali e assicurativi;
  • i dati contenuti nelle certificazioni rilasciate ai soli fini contributivi e assicurativi;
  • i dati relativi alle operazioni di conguaglio effettuate a seguito dell’assistenza fiscale prestata (modelli 730).

L’estensione si applica a partire dalle Certificazioni Uniche relative all’anno 2015.

Termini di decadenza per l’accertamento

L’avviso di accertamento per imposte sui redditi, IVA e IRAP dovrà essere notificato, a pena di decadenza:

  • entro il 31 dicembre del quinto (e non più quarto) anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione;
  • in caso di dichiarazione omessa, entro il 31 dicembre del settimo (e non più quinto) anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.

Viene invece abrogato il raddoppio dei termini per violazioni penali.

Le suddette novità operano a partire dai controlli sull’annualità 2016 (modelli UNICO 2017, IVA 2017 e IRAP 2017), ovvero dal periodo d’imposta in corso al 31.12.2016 per i soggetti “non solari”.

Riforma delle sanzioni amministrative

La decorrenza della riforma delle sanzioni amministrative, operata dal DLgs. 24.9.2015 n. 158, viene anticipata dall’1.1.2017 all’1.1.2016.

Ai fini della procedura di voluntary disclosure di cui alla L. 186/2014, rimangono ferme le sanzioni vigenti prima del DLgs. 158/2015 (negli altri casi dovrebbe invece applicarsi il favor rei ai sensi dell’art. 3 del DLgs. 472/97).

Riammissione alla dilazione per i contribuenti decaduti

Viene introdotta una speciale riammissione alla dilazione per i contribuenti decaduti da un piano di rateazione concesso ai sensi dell’art. 8 del DLgs. 218/97 (norma relativa all’accertamento con adesione, ma operante pure per l’acquiescenza).

Per essere riammessi alla dilazione, è necessario che la decadenza (quindi il mancato pagamento della rata successiva alla prima entro il termine per il versamento di quella posteriore) si sia verificata entro i 36 mesi antecedenti al 31.10.2015.

È inoltre imprescindibile che la ripresa del pagamento della prima delle rate scadute avvenga entro il 31.5.2016.

Il Legislatore ha stabilito che la riammissione si verifica limitatamente al versamento delle imposte dirette, per cui essa non concerne tributi diversi dall’IRES e dall’IRPEF, come ad esempio l’IVA, l’imposta di registro, le ipocatastali e il tributo successorio. Invece, il riferimento alle “imposte dirette” dovrebbe includere le imposte sostitutive, le addizionali comunali e regionali e le ritenute, sia a titolo di acconto che d’imposta, così come le imposte patrimoniali (pensiamo all’IVIE e all’IVAFE).

Il motivo principale per cui il contribuente ha interesse alla riammissione consiste nell’evitare i pesanti effetti sanzionatori dell’art. 8 del DLgs. 218/97, quindi l’irrogazione, unitamente alla cartella di pagamento e senza possibilità di definizione al terzo, della sanzione pari al 60% del residuo dovuto a titolo di tributo.

 

 

Compensazione crediti commerciali verso Pubbliche Amministrazioni con somme iscritte a ruolo - Proroga per il 2016

Viene estesa al 2016 la possibilità di utilizzare in compensazione, con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo, i crediti:

  • maturati nei confronti della Pubblica Amministrazione;
  • relativi a somministrazioni, forniture, appalti e servizi, anche professionali;
  • non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, che sono stati oggetto di apposita certificazione da parte dell’Ente debitore;
  • qualora la somma iscritta a ruolo sia inferiore o pari al credito vantato.

A tal fine, dovrà essere emanato un decreto attuativo del Ministro dell’Economia e delle Finanze.

Innalzamento limite all’uso del contante

A decorrere dall’1.1.2016, il limite per l’utilizzo del denaro contante è innalzato, in generale, da 999,99 a 2.999,99 euro.

Viene inoltre abrogata la speciale disciplina prevista per i pagamenti riguardanti:

  • i canoni di locazione di unità abitative;
  • il trasporto di merci su strada.

Rimane invece a 999,99 euro il limite:

  • per il servizio di “rimessa di denaro” (c.d. “money transfer”);
  • del saldo dei libretti di deposito bancari o postali al portatore;
  • per l’emissione di assegni bancari e postali, di assegni circolari e di vaglia postali e cambiari, senza la clausola di non trasferibilità.

Dovrà essere chiarito se il nuovo limite di 3.000,00 euro, rispetto a quello di 1.000,00 euro, sia applicabile anche ai fini della tracciabilità dei pagamenti e versamenti effettuati dalle associazioni sportive dilettantistiche ed equiparate (art. 25 co. 5 della L. 133/99).

Resta invece fermo il limite di 1.000,00 euro per la presentazione cartacea dei modelli F24 senza compensazioni, da parte dei soggetti non titolari di partita IVA (art. 11 del DL 66/2014).

Pagamenti mediante carte di debito e di credito

I soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, diventano tenuti ad accettare pagamenti tramite carte di debito o di credito, anche per importi non superiori a 30,00 euro.

Sgravi contributivi per assunzioni a tempo indeterminato

Anche per il 2016 si prevede il riconoscimento, a favore dei datori di lavoro che effettuano nuove assunzioni a tempo indeterminato, di un significativo sgravio di natura contributiva.

In particolare, l’incentivo per il 2016:

  • consiste in un esonero parziale dal versamento del 40% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL;
  • viene riconosciuto per un periodo massimo di 24 mesi e nel limite massimo di un importo di esonero pari a 3.250,00 euro su base annua.

Lo sgravio contributivo per le nuove assunzioni non trova applicazione qualora le stesse riguardino:

  • contratti di apprendistato e di lavoro domestico;
  • lavoratori che nei 6 mesi precedenti siano risultati occupati a tempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro;
  • lavoratori per i quali il beneficio in argomento sia già stato usufruito in relazione ad una precedente assunzione a tempo indeterminato;
  • lavoratori in riferimento ai quali i datori di lavoro, ivi considerando società controllate o collegate ai sensi dell’art. 2359 c.c. o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto, hanno comunque già in essere un contratto a tempo indeterminato nei 3 mesi antecedenti l’1.1.2016.

L’agevolazione non può essere cumulata con altre misure di riduzione contributiva previste dalla normativa vigente.

Trasferibilità del bonus in caso di appalto

Il datore di lavoro che subentra nella fornitura di servizi in appalto e che assume un lavoratore per il quale il datore di lavoro cessante fruisce dell’esonero contributivo in argomento, conserva il diritto alla fruizione dell’esonero contributivo medesimo nei limiti della durata e della misura che residua computando, a tal fine, il rapporto di lavoro con il datore di lavoro cessante.

Gestione Separata INPS - Aliquota contributiva

Le aliquote contributive applicabili per il 2016 agli iscritti alla Gestione separata INPS risultano stabilite nelle misure riepilogate nella seguente tabella.

 

 

  Iscritti ad un’altra gestione previdenziale obbligatoria o pensionati Non iscritti ad un’altra gestione previdenziale obbligatoria né pensionati
  Tutti gli iscritti della categoria Titolari di partita IVA Altri iscritti non titolari di partita IVA
Aliquote previdenziali 24%, fino al previsto massi­male della base imponibile 27%, fino al previsto mas­si­male della base impo­ni­bile 31%, fino al previsto mas­simale della base impo­ni­bile
Contributo assistenziale NO 0,72%, fino al previsto mas­simale della base im­po­nibile 0,72%, fino al previsto mas­simale della base im­ponibile
Contribuzione totale 24%, fino al previsto mas­simale della base imponibile 27,72%, fino al previsto mas­simale della base im­po­nibile 31,72%, fino al previsto mas­simale della base im­ponibile

 

Gli aumenti contributivi sopra descritti decorrono dall’1.1.2016.

 

CIG in deroga

Il trattamento di integrazione salariale in deroga potrà essere concesso o prorogato:

  • per tutto il 2016;
  • per un periodo non superiore a 3 mesi nell’arco di un anno.

Mobilità in deroga

Il trattamento di mobilità in deroga alla vigente normativa non potrà essere concesso per tutto il 2016 ai lavoratori che alla data di decorrenza del trattamento hanno già beneficiato di prestazioni di mobilità in deroga per almeno 3 anni, anche non continuativi. Per i restanti lavoratori, il trattamento potrà essere concesso per non più di 4 mesi, non ulteriormente prorogabili, più ulteriori 2 mesi nel caso di lavoratori residenti nelle aree del Mezzogiorno. Per tali lavoratori il periodo complessivo non può comunque eccedere il limite massimo di 3 anni e 4 mesi.

 

Lo Studio rimane a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

 

 

 

 

Distinti saluti                                                                                                                    Consulenti Associati - La Segreteria

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