GLI ACCONTI DI IMPOSTA PER IL 2016

Come di consueto anche quest’anno, in data 30 novembre, i contribuenti sono chiamati al versamento del secondo acconto delle imposte dirette dovuto per il periodo di imposta 2016.

 

In allegato trasmettiamo i conteggi relativi agli acconti in scadenza calcolati con il merito storico, compreso i contributi Inps e la cedolare secca sulla situazione dell’anno precedente.

Occorre evidenziare che le cifre comunicate non tengono conto di eventuali crediti da portare in compensazione che saranno evidenziati nel modello F24 in fase di stampa definitiva. Tengono invece conto di modifiche al metodo storico già concordate con lo studio.

Si ricorda che è facoltà del locatore persona fisica richiedere l’assoggettamento dei canoni relativi a contratti di locazione abitativi a cedolare secca (21%) che risulta sostitutiva di irpef e relative addizionali nonché di imposta di registro e bollo. Lo studio è a disposizione per i calcoli di convenienza, caso per caso. L’opzione va esercitata in sede di stipula del contratto o in occasione del rinnovo annuale.

Lo studio provvederà a predisporre i modelli F24 come di consueto che saranno disponibili per la consegna:

- dal 25 Novembre gli acconti imposte;

- dal 9 dicembre per Imu e Tasi (vedere circolare separata).

 Per i non titolari di partita iva lo studio fornirà il modello cartaceo e sarà il cliente a decidere le modalità di inoltro presso la propria banca.

 

CALCOLO DEGLI ACCONTI

L’acconto può essere determinato con due differenti metodologie:

  1. metodo storico: il versamento si determina applicando una percentuale alle imposte determinate per il precedente anno 2015;
  2. metodo previsionale: il versamento dovuto può essere ridotto ove si ritenga che le imposte dovute per l’anno 2016 siano inferiori rispetto a quelle del precedente esercizio. Ovviamente, se il conteggio si dovesse rivelare errato, l’Agenzia potrà irrogare le sanzioni nella misura del 30% (ridotto al 10% se viene pagato l’avviso bonario), salvo non si provveda a rimediare con l’istituto del ravvedimento operoso.

Lo Studio provvederà a conteggiare gli acconti con il metodo storico, salvo il caso in cui il Cliente intenda richiedere espressamente il ricalcolo, con cortese sollecitudine e comunque prima della data prevista per la stampa delle deleghe.

In merito al calcolo degli acconti si rammenta che:

  • la misura degli acconti Irpef è fissata al 100% dell’imposta netta del 2015, l’imposta netta corrisponde al rigo “differenza” del quadro RN del modello Unico 2016. Il totale in tal modo determinato è suddiviso in due quote, il 40% versato a partire dal mese di giugno con eventuale rateazione e il residuo 60% dovuto nel mese di novembre.
  • la misura degli acconti Ires è fissata al 100% dell’imposta netta del 2015, rigo “Ires dovuta o differenza a favore del contribuente” del modello Unico 2016, tale totale va suddiviso in due quote, il 40% da pagarsi, con eventuale rateazione, a partire dal mese di giugno ed il residuo 60% dovuto nel mese di novembre.
  • le regole per il versamento degli acconti del tributo regionale seguono quelle previste per il tributo dovuto dal contribuente. Quindi sia per i soggetti Irpef che per quelli Ires la misura dell’acconto è fissata al 100% dell’imposta netta del 2015, rigo “Irap dovuta o differenza a favore del contribuente” del modello Unico 2016.

CEDOLARE SECCA

La cedolare secca segue le regole dettate in tema di saldo e acconti Irpef, cambia la misura dell’acconto che per la cedolare risulta essere pari al 95% dell’imposta dovuta nell’anno precedente.

In particolare si rammenta che non sono obbligati al versamento dell’acconto  sulla cedolare secca i contribuenti che nel corso dell’anno decidono, con riferimento al reddito dei propri immobili, di passare dal regime della cedolare secca alla tassazione ordinaria e viceversa.

COMPENSAZIONE

Dal 2014 il limite massimo dei crediti di imposta che possono essere chiesti a rimborso o compensati ordinariamente mediante modello F24 è pari ad € 700.000,00 per ciascun anno solare; il contribuente può avvalersi, a sua scelta:

  • della compensazione orizzontale, compensando crediti e debiti aventi natura diversa nel modello F24;
  • della compensazione verticale, compensando crediti e debiti della stessa natura scegliendo se esporre la compensazione presentando il modello F24 (scelta consigliabile, anche nel caso di F24 “a zero”) ovvero non presentandolo e gestendo la compensazione esclusivamente nel modello di dichiarazione (Irpef, Ires, Iva o Irap). Si ricorda che anche per la compensazione dei crediti di importo superiore a 15.000 euro relativi alle imposte sui redditi e addizionali, alle ritenute alla fonte, alle imposte sostitutive e all’Irap vige l’obbligo di apporre alle relative dichiarazioni il visto di conformità.

In assenza di visto verrà preclusa, per l’eccedenza dei 15.000, la possibilità di operare compensazioni orizzontali. In caso di utilizzo di un credito esistente, ma in assenza di visto di conformità, si applica una sanzione pari al 30%.

Infine va sottolineato l’obbligo di invio telematico del modello anche per i soggetti non titolari di partita Iva per cui la presentazione dei modelli F24 potrà avvenire con le sole modalità di seguito descritte: 

  Tipo di F24   Modalità di presentazione  
  Regole valide sia per i privati che per i partita Iva      
  F24 con compensazione a saldo zero   Entratel o Fisconline  
  Regole nuove per i privati      
  F24 con compensazione a debito (indipendentemente dall’importo) à Entratel o Fisconline

Home banking convenzionati

 
  F24 senza compensazione a debito

(con saldo finale superiore a € 1.000)

  Entratel o Fisconline

Home banking convenzionati

 
  Regola valida solo per i privati      
  F24 senza compensazione a debito

(con saldo finale inferiore a € 1.000)

  Libera (anche cartacea)  

 

 

 

Lo studio rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.

Distinti saluti

Consulenti Associati

        segreteria

 

 

 

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