Ai Signori Clienti

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Circolare lavoro del 3 gennaio 2020

Argomenti:

  1. pagamento stipendi entro il 12 gennaio 2020 secondo il principio di cassa allargata
  2. novità in materia di presentazione delle deleghe F24 contenenti crediti di imposta
  3. pagamento compensi agli amministratori: regole per la corretta deducibilità fiscale

 

PAGAMENTO RETRIBUZIONI DIPENDENTI ENTRO IL 12 GENNAIO 2020 secondo il principio di cassa allargata

Le retribuzioni ed i compensi relativi all’anno 2019 devono essere pagati ai dipendenti e collaboratori entro e non oltre il 12 gennaio 2020 per poter essere ricompresi nel conguaglio fiscale di fine anno.

Lo Studio pertanto, salvo Vostre diverse disposizioni, provvederà ad effettuare il conguaglio di fine anno supponendo la corresponsione degli stipendi e dei compensi di competenza dell’anno 2019 (gennaio – dicembre) entro il 12 gennaio 2020.

 

PRINCIPIO DI CASSA ALLARGATO – definizione

Ai sensi dall’art. 51, comma 1, TUIR, con riferimento ai redditi di lavoro dipendente:

“Si considerano percepiti nel periodo d’imposta anche le somme e i valori in genere, corrisposti dai datori di lavoro entro il giorno 12 del mese di gennaio del periodo d’imposta successivo a quello cui si riferiscono” .

 TRATTAMENTO DELLE SOMME EROGATE ENTRO IL 12.01.2020

Per effetto dell’applicazione del principio di cassa allargata, sulle somme erogate fino al 12.01.2020 relative a prestazioni effettuate nel 2019, la società deve:

  • operare la ritenuta in base alle aliquote progressive per scaglioni di reddito vigenti nel 2019;
  • attribuire le detrazioni (ad esempio per carichi di famiglia) nella misura prevista per il 2019.

 

MODALITÀ DI PAGAMENTO
Per i compensi percepiti “a cavallo d’anno” occorre individuare con precisione il momento rilevante nel quale il compenso si considera percepito.
In questi casi possono giungere in soccorso le istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate, di seguito riepilogate:

MODALITÀ DI PAGAMENTO IMPUTAZIONE TEMPORALE DEL COMPENSO

 

Assegno circolare o bancario data di ricevimento delle somme (data assegno)
Bonifico bancario data di accredito sul c/c del lavoratore

 

SOMME NON PAGATE AI DIPENDENTI NELL’ANNO D’IMPOSTA 2019

È importante porre in evidenza che, nel caso in cui le retribuzioni riferite al periodo gennaio – dicembre  venissero pagate oltre la data del 12.01, non sarà più possibile imputarle a reddito del 2019.

In tale ipotesi sarà opportuno elaborare nuovamente la busta paga relativa alle mensilità non pagate e quella del conguaglio di fine anno, al fine di evitare errori nella successiva certificazione dei redditi (Mod. CU).

 

NOVITA’ IN MATERIA DI PRESENTAZIONE DEI MODELLI F24 CONTENTENTI CREDITI DI IMPOSTA UTILIZZATI IN COMPENSAZIONE

L’articolo 3, commi da 1 a 3, del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157, ha introdotto alcune novità in relazione alle modalità e alle procedure da seguire per la presentazione dei modelli F24 che contengono crediti d’imposta utilizzati in compensazione. In particolare:

1) il comma 1 estende ai crediti utilizzati in compensazione tramite modello F24 per importi superiori a 5.000 euro annui, relativi alle imposte sui redditi e all’IRAP (comprese le addizionali e le imposte sostitutive), l’obbligo di preventiva presentazione della dichiarazione da cui emerge il credito. Si ricorda, infatti, che in precedenza tale obbligo era previsto solo per l’utilizzo in compensazione dei crediti IVA;

2) il comma 2 amplia il novero delle compensazioni di crediti d’imposta che devono essere effettuate presentando il modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia delle entrate. Più precisamente, deve essere obbligatoriamente adottata tale modalità di presentazione del modello F24 anche per l’utilizzo in compensazione dei crediti maturati in qualità di sostituti d’imposta e per le compensazioni effettuate dai soggetti non titolari di partita IVA.

OBBLIGO DI PRESENTAZIONE DEL MODELLO F24 ATTRAVERSO I SERVIZI TELEMATICI RESI DISPONIBILI DALL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Con specifico riferimento a quanto descritto al punto 2 del paragrafo precedente, la disposizione in oggetto, eliminando il riferimento ai titolari di partita IVA contenuto nell’articolo 37, comma 49-bis, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, estende alla generalità dei contribuenti l’obbligo di utilizzare i servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia delle entrate per la presentazione dei modelli F24 contenenti compensazioni di crediti d’imposta.

Inoltre, visto il riferimento ai “crediti maturati in qualità di sostituto d’imposta”, aggiunto espressamente al citato articolo 37, comma 49-bis, del decreto-legge n. 223 del 2006, l’obbligo di utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate sussiste anche per la presentazione dei modelli F24 che espongono la compensazione dei crediti tipici dei sostituti d’imposta, finalizzati, ad esempio, al recupero delle eccedenze di versamento delle ritenute, del “bonus Renzi di 80 euro” e dei rimborsi da assistenza fiscale erogati ai dipendenti e pensionati.

Al riguardo, per effetto di quanto previsto dall’articolo 15 del decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175, il recupero da parte dei sostituti d’imposta delle eccedenze di versamento delle ritenute e delle somme rimborsate ai dipendenti e pensionati deve necessariamente essere esposto in compensazione nel modello F24, non essendo più possibile scomputare direttamente tali crediti dai successivi pagamenti delle ritenute.

MODALITA’ DI VERSAMENTO

Il modello F24 che presenti le casistiche sopra riportate deve essere presentato attraverso i servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia delle entrate:


– direttamente dal contribuente o dal sostituto d’imposta, utilizzando i servizi “F24 web” o “F24 online”7;

– avvalendosi di un intermediario abilitato, di cui all’articolo 3, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322.

A prescindere dalla tipologia di compensazione effettuata, resta fermo l’obbligo di presentare il modello F24 “a saldo zero” esclusivamente attraverso i servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia delle entrate, ai sensi dell’articolo 11

 PAGAMENTO COMPENSI AMMINISTRATORI

Si ricorda alla gentile Clientela di studio che l’erogazione di compensi all’organo amministrativo deve essere effettuata avendo riguardo a 3 specifici aspetti:

  1. il rispetto del principio di cassa;
  2. la verifica della esistenza di una decisione dei soci (o di altro organo societario competente per la decisione) che preveda una remunerazione proporzionata e adeguata;
  3. il coordinamento con l’imputazione a Conto economico.

Il principio di cassa

La deducibilità dei compensi deliberati per l’anno 2019 è subordinata all’effettivo pagamento dei medesimi, secondo il principio di cassa. In particolare, si possono distinguere due differenti situazioni a seconda del rapporto che lega l’amministratore alla società:

Amministratore con rapporto di collaborazione

(viene emesso cedolino paga)

I compensi sono deducibili dalla società nel 2019, a condizione che siano pagati non oltre il 12 gennaio 2020 (c.d. principio della cassa “allargata”)
Amministratore con partita Iva

(viene emessa fattura)

I compensi sono deducibili dalla società nel 2019, a condizione che siano pagati non oltre il 31 dicembre 2019

Ipotizzando che le somme in questione siano pari o superiori alla soglia fissata dalla normativa antiriciclaggio (e quindi non possano essere pagate in contanti), è necessario che entro la suddetta scadenza:

  • sia consegnato un assegno bancario “datato” all’amministratore;
  • sia disposto il bonifico a favore dell’amministratore.

Ovviamente, ricordiamo che il compenso all’amministratore dovrà essere stato opportunamente deliberato dall’assemblea dei soci per un importo proporzionato all’opera svolta dall’amministratore stesso. Il tutto, al fine di evitare eventuali contestazioni da parte dell’Amministrazione finanziaria. Inoltre, sarà bene indicare in delibera che all’importo indicato si dovrà aggiungere il carico previdenziale secondo la specifica situazione del beneficiario.

L’esistenza della delibera

Per poter dedurre il compenso, oltre alla materiale erogazione (pagamento) secondo quanto sopra ricordato, è necessario che sussista una specifica decisione del competente organo societario; diversamente, pur in assenza di contestazioni da parte dei soci e pur in presenza di un bilancio regolarmente approvato, l’Amministrazione finanziaria può contestare la deducibilità del costo.
È quindi necessario che il compenso sia espressamente previsto da una apposita delibera assembleare;
a tal fine si può far riferimento al fac simile di delibera allegato alla presente informativa. Nella tabella

che segue sono riepilogate le possibili soluzioni che è bene verificare per l’anno 2019 e adottare in previsione del prossimo avvio del 2020.

 Il compenso deliberato e non pagato

Si presti attenzione al fatto che, in tempi di crisi, spesso le società provvedono al pagamento di una parte del compenso già deliberato e, in corso d’anno, si accorgono del fatto che l’onere non è più sostenibile; sorge allora la tentazione di eliminare il compenso.

Spesso si verbalizza una rinuncia da parte dell’amministratore all’incasso del compenso; è bene evitare tale modalità, in quanto (nel solo caso di amministratore anche socio della società) l’Amministrazione finanziaria presume che il medesimo compenso sia stato figurativamente incassato e poi restituito alla società sotto forma di finanziamento.

Ciò determinerebbe l’obbligo di tassazione del compenso stesso.

È allora preferibile che l’assemblea decida di adeguare il compenso prima della sua maturazione, sulla scorta del fatto che non sussistono più le condizioni per l’erogazione della remunerazione.

Lo studio rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.

 

Distinti saluti

Consulenti Associati 

La Segreteria

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