CIRCOLARE FISCALE SETTEMBRE 2017

                                                                                                                         Ai Signori Clienti

                                                                                                                                Loro Sedi

 

 

 

 

OGGETTO:

 

  1. VISTO DI CONFORMITÀ IMPOSTE DIRETTE
  2. IPER AMMORTAMENTI
  3. CREDITO D’IMPOSTA PER L’ATTIVITÀ DI RICERCA E SVILUPPO - CHIARIMENTI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
  4. DEFINIZIONE AGEVOLATA DELLE LITI FISCALI PENDENTI
  5. FABBRICATI RURALI
  6. INDIRIZZO PEC
  7. SPLIT PAYMENT
  8. SANZIONI PER OMESSA O TARDIVA PRESENTAZIONE DEL MODELLO F24 A ZERO
  9. LA RESPONSABILITÀ SOLIDALE NEGLI APPALTI RITORNA AL PASSATO
  10. PROROGATI I TERMINI DI PRESENTAZIONE DEI MODELLI REDDITI, IRAP E 770 2017
  11. LOCAZIONI BREVI: IL DECRETO ATTUATIVO
  12. CHIARIMENTI SULL’INVIO TELEMATICO DELLE FATTURE, PROROGATO AL 28 SETTEMBRE
  13. INTEGRAZIONI E CORREZIONI DELLE DICHIARAZIONI POSSIBILI ENTRO IL 31 OTTOBRE 2017
  14. ISCRITTI ALLA GESTIONE SEPARATA INPS EX L. 335/95 - AUMENTO CONTRIBUTIVO

 

1. VISTO DI CONFORMITÀ IMPOSTE DIRETTE

I contribuenti che attraverso il modello F24 utilizzano in compensazione orizzontale i crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle ritenute alla fonte, alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito e all’Irap per importi superiori a 5.000 euro annui (limite così diminuito dai precedenti 15.000 euro ad opera del D.L. 50/2017), devono richiedere l’apposizione del visto di conformità.

L’apposizione del visto di conformità si rende necessaria per coloro che intendono utilizzare (o che hanno utilizzato) crediti Irpef, Ires, Irap, da ritenute versate in eccesso e da imposte sostitutive e addizionali per importi superiori a 5.000 euro, formatisi nel periodo di imposta 2016. Pertanto, la semplice esistenza del credito sopra soglia (se non utilizzato in compensazione o utilizzato per importi non eccedenti i 5.000 euro) non è di per sé elemento che obbliga all’apposizione del visto.

In caso di mancata apposizione del visto, ove necessario, verrà applicata una sanzione del 30% ad ogni versamento effettuato in violazione delle prescrizioni. L’infedele attestazione dei controlli da parte del soggetto che appone il visto o la sottoscrizione è invece punita con una sanzione pari alla somma dell’imposta, degli interessi e della sanzione del 30%. Si ricorda, infine, che in generale il soggetto che appone il visto è anche obbligato alla trasmissione telematica della dichiarazione, tranne l’ipotesi in cui si provveda alla sottoscrizione da parte del revisore contabile.

2.IPER AMMORTAMENTI Maggiorazione del 150% del costo dei beni strumentali nuovi prorogato fino al 30 settembre 2018

La Legge di Stabilità per il 2017 ha introdotto la maggiorazione del 150% del costo di acquisto dei beni strumentali nuovi finalizzati a favorire processi di trasformazione tecnologica/digitale, se l’acquisto viene effettuato entro il 31 dicembre 2017. La maggiorazione del 150% è ammessa anche se viene pagato un acconto almeno pari al 20% dell’ordine già firmato entro il 31 dicembre 2017, con il successivo acquisto del bene strumentale che deve essere posto in essere entro il 30 giugno 2018. La L. 123/2017 ha ampliato la possibilità di fruire della maggiorazione del 150% per gli stessi beni già identificati dalla Legge di Stabilità, nel caso in cui venga pagato un acconto di almeno pari al 20% dell’ordine già firmato entro il 31 dicembre 2017 ed il successivo acquisto del bene strumentale nuovo avvenga entro il termine ultimo del 30 settembre 2018.

3. CREDITO D’IMPOSTA PER L’ATTIVITÀ DI RICERCA E SVILUPPO - CHIARIMENTI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Con la circ. 27.4.2017 n. 13, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alle novità introdotte dall’art. 1 co. 15 della L. 11.12.2016 n. 232 (legge di bilancio 2017) alla disciplina del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo di cui all’art. 3 del DL 145/2013.

Con la suddetta circolare, l’Agenzia delle Entrate fornisce, altresì, ulteriori indicazioni con riferimento alla disciplina del credito d’imposta in esame rispetto a quanto già chiarito con la precedente circ. 16.3.2016 n.5.

Soggetti beneficiari

Possono beneficiare del credito d’imposta tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano, dal regime contabile adottato e dalle dimensioni.

Il credito d’imposta spetta anche alle imprese residenti o alle stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti che eseguono le attività di ricerca e sviluppo nel caso di contratti stipulati con imprese residenti o localizzate in altri Stati membri dell’Unione europea, negli Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo ovvero in Stati inclusi nella c.d. “white list” di cui al DM 4.9.96.

Periodo agevolato

È stato esteso di un anno il periodo di tempo entro il quale i soggetti interessati possono effettuare gli investimenti ammissibili all’agevolazione.

Pertanto, i soggetti “solari” possono avvalersi dell’agevolazione, oltre che per gli investimenti effettuati nei periodi d’imposta 2015, 2016, 2017, 2018 e 2019, anche per quelli effettuati nel periodo d’imposta 2020.

Calcolo dell’agevolazione

Coesistono due modalità di calcolo del credito d’imposta in esame.

La prima modalità di calcolo va applicata agli investimenti ammissibili effettuati nei periodi d’imposta 2015 e 2016, in base alla quale la determinazione dell’agevolazione avviene in funzione della diversa aliquota del credito d’imposta (25% o 50% a seconda della tipologia di costo ammissibile); in tal caso, il credito d’imposta spetta a ciascun beneficiario fino all’importo massimo annuale di 5 milioni di euro.

La seconda modalità di calcolo, c.d. “semplificata”, va applicata agli investimenti che saranno effettuati nei periodi d’imposta 2017, 2018, 2019 e 2020, e consiste nella determinazione dell’agevolazione in funzione di un’unica aliquota del credito d’imposta pari al 50% per tutte le tipologie di costi ammissibili; in tal caso, il credito d’imposta spetta a ciascun beneficiario nella misura massima annuale di 20 milioni di euro.  L’aliquota unica del 50% si applica alla differenza tra:

  • l’ammontare complessivo delle spese per investimenti in ricerca e sviluppo per il quale si intende accedere al beneficio;
  • la media aritmetica delle medesime spese realizzate nei tre periodi d’imposta precedenti a quello di prima applicazione dell’agevolazione (2012, 2013 e 2014).

Pertanto, non sarà più necessario ripartire l’eccedenza tra i gruppi di spese individuati in ragione della diversa aliquota del credito d’imposta e stabilirne incrementi e decrementi rispetto alla media degli investimenti pregressi riferibile al singolo gruppo di spese.

Ambito oggettivo

Con riferimento all’ambito oggettivo dell’agevolazione, viene precisato che:

  • nella retribuzione lorda da considerare ai fini dell’individuazione del costo agevolabile con riferimento al personale (sia altamente qualificato che non) rilevano tutte le componenti del costo del lavoro, compresa la quota di TFR maturata;
  • l’ammontare minimo, pari a 2.000,00 euro, su cui calcolare le quote di ammortamento per strumenti e attrezzature di laboratorio, va riferito al costo unitario di acquisizione del bene, determinato ai sensi dell’art. 110 del TUIR;
  • con riferimento ai costi per i software, i software coperti da copyright possono rientrare tra le competenze tecniche, mentre i casi residuali di programmi coperti dal brevetto per invenzione industriale rientrano invece tra le privative industriali;

nella categoria delle privative industriali, ai fini dell’agevolazione, rientrano i modelli di utilità, mentre ne sono esclusi disegni e modelli, nonché i marchi.

4. DEFINIZIONE AGEVOLATA DELLE LITI FISCALI PENDENTI

L’art. 11 del DL 24.4.2017 n. 50, conv. L. 21.6.2017 n. 96, ha previsto una definizione delle liti fiscali pendenti in cui è controparte l’Agenzia delle Entrate, circoscritta a quelle il cui ricorso introduttivo sia stato notificato entro il 24.4.2017.

La disciplina in esame è stata oggetto di analisi e chiarimenti da parte della circ. Agenzia delle Entrate 28.7.2017 n. 22.

La definizione delle liti fiscali comporta:

lo stralcio per intero delle sanzioni amministrative collegate al tributo;

lo stralcio per intero degli interessi di mora (si tratta degli interessi che vengono addebitati in caso di tardivo/omesso pagamento delle somme derivanti da cartella di pagamento o da accertamento esecutivo);

lo stralcio del 60% delle sanzioni non collegate al tributo.

 

Vanno corrisposte per intero le imposte contestate nell’atto introduttivo del giudizio, a prescindere dalle sentenze dei giudici nel frattempo depositate; pertanto, quand’anche il contribuente sia risultato vittorioso nel merito per due gradi di giudizio, se si vuole avvalere della definizione bisogna comunque pagare le imposte per intero.

Gli interessi da ritardata iscrizione a ruolo (al tasso del 4% annuo) vanno invece corrisposti sino ai 60 giorni successivi alla notifica dell’atto che si intende definire (sono tali, di norma, gli interessi già contestati nell’avviso di accertamento o nella cartella di pagamento).

Le spese processuali sono automaticamente compensate, anche per il processo di Cassazione.

 

Rientrano nella definizione solo le liti fiscali in cui è controparte formale l’Agenzia delle Entrate: pertanto se il ricorso, a prescindere dalla tipologia di vizio sollevato, è stato notificato solo ad Agenzia delle EntrateRiscossione (ex Equitalia), la lite non è definibile.

Sono escluse le cause, tributarie e non, in cui la controparte è un ente diverso dall’Agenzia delle Entrate, si pensi all’Agenzia delle Dogane o all’INPS.

Affinché la lite sia definibile, occorre che fosse pendente al 24.4.2017, quindi che alla predetta data fossero ancora aperti i termini di impugnazione della sentenza (ad esempio per l’appello o il ricorso per Cassazione) o di riassunzione.

Per fruire della definizione delle suddette liti fiscali pendenti, occorre, entro il termine perentorio del 2.10.2017: effettuare il versamento del totale delle somme dovute per la definizione o della prima rata; trasmettere all’Agenzia delle Entrate la domanda di definizione, redatta sull’apposito modello (approvato con il provv. Agenzia delle Entrate 21.7.2017 n. 140316), nel quale occorre indicare gli estremi del suddetto versamento.

La domanda di definizione deve essere inviata tramite trasmissione telematica:

direttamente dal contribuente (se in possesso delle credenziali per Entratel o Fisconline); oppure rivolgendosi ad un intermediario abilitato; oppure recandosi presso un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate (non necessariamente presso la Direzione provinciale che è parte del contenzioso che si vuole definire).

 

 

5. FABBRICATI RURALI  In arrivo gli avvisi bonari per i fabbricati rurali non ancora dichiarati al Catasto Edilizio Urbano

L’Agenzia delle entrate prosegue l’attività di accertamento dei fabbricati rurali che risultano censiti ancora al Catasto Terreni, avviando una campagna di sensibilizzazione per permettere agli intestatari catastali di questi immobili di regolarizzare la propria posizione. Per promuovere la regolarizzazione spontanea delle singole posizioni l’Agenzia delle entrate ha inviato tramite il servizio postale avvisi bonari ai proprietari dei circa 800.000 fabbricati rurali, o loro porzioni, censiti al Catasto Terreni e da dichiarare al Catasto Edilizio Urbano. L’avviso bonario consentirà a ciascun soggetto di conoscere la propria posizione e verificare quali immobili sono soggetti all’obbligo di dichiarazione. In assenza della dichiarazione di aggiornamento catastale, le Direzioni Provinciali/Uffici Provinciali - Territorio dell’Agenzia delle entrate procederanno all’irrogazione delle sanzioni e all’accertamento in sostituzione del soggetto inadempiente, con oneri a carico dello stesso.

  1. INDIRIZZO PEC

Possibile la notifica via Pec anche per le persone fisiche ed i soggetti non obbligati a munirsi di Pec

I soggetti non tenuti per obbligo all’adozione di un indirizzo di Posta elettronica certificata possono richiedere che la notifica delle cartelle di pagamento e degli atti della procedura di riscossione coattiva mediante ruolo possa avvenire all’indirizzo Pec dichiarato all’atto della richiesta. Il servizio telematico per la comunicazione dei dati consente di trasmettere la comunicazione dell’indirizzo Pec: l’Agenzia delle entrate invia un messaggio contenente un codice di validazione per verificarne l’esistenza e l’effettiva disponibilità per il richiedente e l’indirizzo Pec ha validità a decorrere dal quinto giorno libero successivo a quello in cui l’ufficio attesta l’avvenuta ricezione.

 

 

7. SPLIT PAYMENT Ripubblicati gli elenchi definitivi dei soggetti tenuti all’applicazione dello split payment

Sono stati ripubblicati gli elenchi definitivi delle società controllate o quotate soggette alla disciplina dello split payment. Alla luce delle ulteriori segnalazioni pervenute successivamente alla pubblicazione del 26 luglio 2017, relativa agli elenchi definitivi dei soggetti tenuti nell’anno 2017 all’applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti, il Dipartimento delle Finanze ha provveduto a escludere dai medesimi elenchi 7 società per le quali è stato accertato, sulla base della documentazione pervenuta, la mancanza dei requisiti per l’applicazione della normativa sulla scissione dei pagamenti e ad includere 12 società per le quali è stata invece accertata la sussistenza di detti requisiti. Gli elenchi definitivi rettificati sono disponibili al link http://www.finanze.gov.it/opencms/it/fiscalita-nazionale/Manovra-di-Bilancio-2017/Scissione-deiPagamenti-d.l.-n.-50_2017-Rettifica-elenchi-definitivi-/.

  1. SANZIONI PER OMESSA O TARDIVA PRESENTAZIONE DEL MODELLO F24 A ZERO

La presentazione di modello F24 “a zero” e cioè con perfetta compensazione orizzontale tra crediti e debiti evidenziati nel modello di pagamento unificato, è un fenomeno piuttosto ricorrente tra i contribuenti che, in tal modo, possono accelerare i tempi di “recupero” dei crediti fiscali che in altro modo dovrebbero seguire la più lunga via del rimborso.

L’obbligo di presentare il modello F24, quando questo è di importo finale pari a zero, è sancito dall’articolo 19, comma 3, D.L. 241/1997, il quale dispone che il modello F24 vada presentato anche “nell’ipotesi in cui le somme dovute risultano totalmente compensate”. Peraltro, la necessità di presentare all’agenzia delle entrate detto modello a zero risponde anche alla finalità di consentire all’Amministrazione finanziaria la verifica del superamento del limite massimo di crediti d’imposta compensabili per ciascun anno solare, attualmente stabilito in 700.000 euro.

La mancata presentazione del modello F24 a zero è da sempre sanzionata con regole autonome e differenti rispetto a quelle previste per gli omessi o ritardati versamenti.

A partire dal 1° gennaio 2016, per effetto delle novità introdotte con il D.L. 158/2015 (che ha riformato il sistema sanzionatorio amministrativo-tributario) la sanzione prevista per l’omessa presentazione del modello F24 a zero è contenuta nell’articolo 15 comma 2-bis, D.Lgs. 471/1997 e prevede:

una sanzione di euro 100, ridotta a euro 50 se il ritardo non è superiore a cinque giorni lavorativi”.

 

9. LA RESPONSABILITÀ SOLIDALE NEGLI APPALTI RITORNA AL PASSATO

Con il D.L. 25 del 17 marzo 2017, in vigore dallo stesso giorno, vengono modificate le disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti contenute nell’articolo 29, D.Lgs. 276/2003 (cosiddetta Riforma Biagi).

Il principio della responsabilità solidale

Quando un soggetto (committente) affida ad un altro soggetto (appaltatore) il compito di erogare un servizio mediante contratto di appalto, la disposizione contenuta nell’articolo 29 del d.lgs. 276/03 riconosce particolari forme di tutela dei lavoratori coinvolti in base alle quali sono tenuti a pagare i crediti da lavoro maturati dal personale pagato nell’appalto (comprese le obbligazioni contributive) sia il committente sia l’appaltatore.

È in particolare l’articolo 2, D.L. 25/2017 che modifica il comma 2 del citato articolo 29 stabilendo che:

  • al primo periodo, le parole: “Salvo diversa disposizione dei contratti collettivi nazionali sottoscritti da associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative del settore che possono individuare metodi e procedure di controllo e di verifica della regolarità complessiva degli appalti,” sono soppresse;
  • il secondo, il terzo e il quarto periodo sono soppressi.

Gli effetti delle citate abrogazioni sono così riassumibili:

  • viene eliminata la facoltà in precedenza concessa alle parti sociali di modificare le regole della solidarietà passiva (facoltà che ha avuto, per la verità, un utilizzo molto limitato);
  • viene cancellato il beneficio, introdotto nel 2012, della preventiva escussione del patrimonio dell’appaltatore e degli eventuali subappaltatori, che il committente, nella sua prima difesa o nella memoria di costituzione in giudizio, poteva richiedere (con il beneficio della preventiva escussione quindi l’azione esecutiva del lavoratore poteva essere promossa nei confronti del datore di lavoro solo dopo aver tentato senza alcun risultato l’escussione del patrimonio dell’appaltatore e degli eventuali subappaltatori).

Con l’abrogazione descritta, quindi, tanto il committente quanto l’appaltatore potranno essere “aggrediti” per la soddisfazione dei crediti vantati dai lavoratori impiegati nell’appalto, ferma restando ovviamente, in caso di pagamento da parte del committente, la facoltà dello stesso di agire in via di regresso nei confronti dell’appaltatore per quanto da lui corrisposto.

10. PROROGATI I TERMINI DI PRESENTAZIONE DEI MODELLI REDDITI, IRAP E 770 2017

Sono stati prorogati, con pubblicazione di apposito decreto in G.U. n. 175 del 28/7/2017, i termini per la presentazione dei modelli Redditi 2017, Irap 2017 e 770/2017. Per effetto della proroga il nuovo termine di scadenza della presentazione dei modelli citati è fissata al 31 ottobre 2017.

Il differimento vale per i modelli da qualsiasi soggetto presentati, quindi anche per i soggetti Ires che già potevano contare su altra proroga al 16 ottobre da considerarsi ormai superata.

Lo scadenziario per la presentazione dei modelli appare quindi essere come segue:

Considerato che il termine ordinario per la presentazione dei modelli Redditi e Irap ante proroga aveva inizio in data 1° luglio e terminava al 30 settembre (ora 31 ottobre) il differimento vale anche per i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare il cui termine di presentazione delle dichiarazioni scade nel suddetto periodo (9° mese successivo alla chiusura dell’esercizio).

Il nuovo termine ha effetto sul:

  • ravvedimento operoso,
  • regolarizzazione della omessa presentazione dei modelli 2016,
  • stampa e conservazione elettronica dei registri contabili 2016.

11. LOCAZIONI BREVI: IL DECRETO ATTUATIVO

Con il D.L. 50/2017 entra in vigore la nuova disciplina fiscale delle locazioni brevi, ossia i contratti di locazione di immobili a uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, inclusi quelli che prevedono la prestazione dei servizi di fornitura di biancheria e di pulizia dei locali.

Le locazioni brevi

Per i redditi derivanti da tali contratti, stipulati a decorrere dal 1° giugno 2017, è consentita l’applicazione della cedolare secca, ossia una tassazione sostitutiva dell’imposta sui redditi la cui aliquota è confermata nella misura del 21%; tale facoltà è riconosciuta anche per i redditi derivanti da contratti di sub locazione o di concessione in godimento oneroso dell’immobile da parte del comodatario che, in quanto riconducibili ai redditi diversi sarebbero stati esclusi, in mancanza di una specifica disposizione, dalla possibilità di applicare il regime della cedolare secca previsto solo per i redditi fondiari.

L’applicazione della cedolare è prevista quando il locatore sia persona fisica che agisce al di fuori dell’esercizio d’impresa; il contratto può essere stipulato anche grazie all’intervento di intermediari immobiliari ovvero tramite soggetti che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone alla ricerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare.

È peraltro previsto che, con apposito regolamento ministeriale (a oggi non ancora emanato), saranno definiti i criteri in base ai quali l’attività di locazione soggetta alla disciplina in esame si presume svolta in forma imprenditoriale, in coerenza con le disposizioni del codice civile e di quelle fiscali, con riguardo anche al numero delle unità immobiliari locate e alla durata delle locazioni nell’anno solare.

12.CHIARIMENTI SULL’INVIO TELEMATICO DELLE FATTURE, PROROGATO AL 28 SETTEMBRE

Con la circolare n. 87/E del 5 luglio 2017 l’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori chiarimenti riguardanti l’invio telematico all’Agenzia delle Entrate dei dati contenuti nelle fatture.

Per il solo periodo d’imposta 2017 è transitoriamente prevista una cadenza semestrale: le fatture del primo semestre dovranno quindi essere trasmesse telematicamente entro il prossimo 28 settembre 2017 (in luogo della precedente scadenza del 16 settembre).

Trimestre di riferimento Scadenza a regime Scadenza 2017
1° trimestre (gennaio/febbraio/marzo) 31 maggio Cumulativamente al 28 settembre 2017

(prorogata)

2° Trimestre (aprile/maggio/giugno) 16 settembre
3° trimestre (luglio/agosto/settembre) 30 novembre Cumulativamente al 28 febbraio 2018
4° Trimestre (ottobre/novembre/dicembre) 28 febbraio

Per quanto riguarda le regole di inserimento dei dati nella comunicazione, l’Agenzia delle entrate ha emanato diverse circolari esplicative.

 

Nessuna proroga per la comunicazione dei dati delle liquidazioni Iva

Va segnalato che, al contrario non è prevista alcuna proroga per la scadenza di presentazione della comunicazione riguardante le liquidazioni periodiche Iva, che continua a seguire la periodicità trimestrale (anche per i contribuenti che liquidano l’Iva mensilmente).

Quindi, entro il prossimo 18 settembre (il 16, scadenza naturale, cade infatti di sabato), dovranno essere inviate le comunicazioni relative al secondo trimestre 2017.

Trimestre di riferimento Scadenza
1° trimestre (gennaio/febbraio/marzo) 31 maggio
2° Trimestre (aprile/maggio/giugno) 18 settembre
3° trimestre (luglio/agosto/settembre) 30 novembre
4° Trimestre (ottobre/novembre/dicembre) 28 febbraio

13.  INTEGRAZIONI E CORREZIONI DELLE DICHIARAZIONI POSSIBILI ENTRO IL 31 OTTOBRE 2017

Per effetto del disposto del D.P.C.M. 26 luglio 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 175 del 28 luglio scorso, per il periodo d’imposta 2016 l’invio telematico delle relative dichiarazioni è posticipato al prossimo 31 ottobre 2017.

In particolare il citato D.P.C.M. ha differito al 31 ottobre 2017 i seguenti adempimenti telematici:  presentazione delle dichiarazioni REDDITI2017 e IRAP2017, relative al periodo d’imposta 2016;  presentazione della dichiarazione dei sostituti d'imposta relativa all’anno 2016, modello 770.

Tale differimento riguarda le dichiarazioni delle:

  • persone fisiche,
  • società di persone,
  • società di capitali con esercizio coincidente con l’anno solare.

La scadenza del 31 ottobre 2017 rappresenta quindi, dall’anno in corso, il termine per provvedere all’invio telematico delle dichiarazioni dei redditi e Irap relative al periodo di imposta 2016. Entro tale data lo Studio provvederà, in qualità di intermediario abilitato, a trasmettere telematicamente all’Agenzia delle entrate le dichiarazioni relative al periodo d’imposta 2016 già predisposte negli scorsi mesi.

L’ampliamento dei termini produce effetti anche per i ravvedimenti, le integrazioni e le correzioni delle dichiarazioni.

Integrazione di dichiarazioni di anni precedenti

Si ricorda, inoltre, che sempre entro il prossimo 31 ottobre 2017 sarà possibile integrare anche le dichiarazioni relative a periodi d’imposta precedenti. Ad esempio con riferimento al caso della integrazione a favore, qualora il contribuente recuperi un onere deducibile o detraibile pagato nel 2015, potrà presentare il modello Unico 2016 integrativo e indicare in esso il credito da riportare nella successiva dichiarazione Redditi 2017 al fine di poter così recuperare lo stesso in compensazione tramite modello F24.

Si ricorda che con la pubblicazione in G.U. del D.L. 193/2016 è a oggi possibile presentare una nuova dichiarazione a favore del contribuente anche dopo il termine di presentazione della dichiarazione successiva. Risulta di fatto riscritta la normativa in tema di dichiarazioni integrative, contenuta nell’articolo 2, commi 8 e 8-bis, D.P.R. 322/1998, secondo la novellata norma vige il principio della ritrattabilità della dichiarazione sia a favore che a sfavore del contribuente entro i termini di decadenza dell’azione di accertamento, fatta salva l’applicazione delle sanzioni e delle disposizioni in tema di ravvedimento operoso.

14. ISCRITTI ALLA GESTIONE SEPARATA INPS EX L. 335/95 - AUMENTO CONTRIBUTIVO

L’art. 7 della L. 22.5.2017 n. 81 (c.d. “Jobs Act dei lavoratori autonomi”) ha integrato l’art. 15 del DLgs.

4.3.2015 n. 22, in materia di indennità di disoccupazione per i collaboratori (DIS-COLL), disponendo, a decorrere dall’1.7.2017:

  • l’incremento dello 0,51% dell’aliquota contributiva per gli iscritti alla Gestione separata INPS ex L. 335/95, giustificato dalla necessità di adeguare la dotazione finanziaria all’avvenuta stabilizzazione della DIS-COLL. Con la circ. 28.7.2017 n. 122, l’INPS ha fornito le necessarie indicazioni per gestire il suddetto aumento contributivo.

Ambito applicativo

Sono interessati dal suddetto aumento dell’aliquota contributiva i soggetti privi di altra copertura previdenziale obbligatoria, non pensionati e non titolari di partita IVA e i cui compensi derivano da:

  • uffici di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica (ai sensi dell’art. 50 co. 1 lett. c-bis del TUIR);
  • collaborazioni coordinate e continuative, anche a progetto, incluse le collaborazione occasionali;
  • dottorato di ricerca, assegno o borsa di studio.

Sono invece esclusi dall’aumento dell’aliquota contributiva i compensi corrisposti come:

  • componenti di collegi o commissioni;
  • amministratori di enti locali (ex DM 25.5.2001);
  • venditori porta a porta (ex 19 del DLgs. 114/98);
  • rapporti occasionali autonomi (ex 44 del DL 269/2003, conv. L. 326/2003);
  • associati in partecipazione (non ancora cessati);
  • medici in formazione specialistica (ex 1 co. 300 della L. 266/2005).

Decorrenza dell’aumento

Nei confronti dei soggetti rientranti nell’ambito applicativo dell’aumento, la precedente aliquota del 32,72% si incrementa quindi:

  • al 33,23% (32,72% + 0,51%);
  • a decorrere dai compensi corrisposti dall’1.7.2017.

Ripartizione dell’onere

L’INPS chiarisce che, anche in relazione alla nuova aliquota del 33,23%, si applica la regola generale della ripartizione dell’onere contributivo tra collaboratore e committente nella misura rispettivamente di un terzo e di due terzi.

Regime transitorio per il versamento dei contributi

In via transitoria, l’INPS stabilisce però che il versamento dei contributi sui compensi corrisposti a luglio, agosto e settembre 2017 potrà essere effettuato:

  • entro il 16.10.2017;
  • senza aggravio di somme aggiuntive, a titolo di sanzioni civili.

 

Lo studio rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.

 

Distinti saluti                                                                  Consulenti Associati - La Segreteria

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