Circolare Fatturazione Elettronica

 

E’ L’ORA DELLA FATTURA ELETTRONICA.

Dal 31 marzo 2015 scatta l’obbligo di utilizzo generalizzato della fattura elettronica nei confronti delle pubbliche Amministrazioni e degli enti locali, così come individuati dalla recente Circolare n. 1/DF/2015 del Ministero delle finanze. La fattura, per poter essere definita “elettronica”, oltre a essere redatta in “formato elettronico”, secondo le prescrizioni dell’art. 21 D.P.R. n. 633/1972, deve rispettare anche altri specifici requisiti tecnici, esaminati dalla Circolare n. 18/E/2014 dell’Agenzia delle entrate, i quali devono garantire, dall’emissione fino al termine della conservazione della fattura:

  • l’autenticità dell’origine, cioè la certezza e l’univocità dell’identità dell’emittente e del destinatario della fattura elettronica;
  • l’integrità del contenuto, intesa come “immodificabilità”;
  • la leggibilità del documento, su schermo oppure tramite stampa su carta.

Deve inoltre presentare specifiche caratteristiche tecniche: ·

  • essere emessa nel formato XML (eXtensible Markup Language), che ne garantisce l’integrità del contenuto;
  • contenere l’apposizione della firma elettronica qualificata o digitale da parte dell’emittente, che ne garantisce l’autenticità dell’origine e che deve essere apposta sul singolo file elettronico “FatturaPA”, il quale può contenere una singola fattura, così come un “lotto” di fatture con medesima intestazione;
  • essere accettata come elettronica dalla pubblica Amministrazione destinataria.

A seguito di apposito censimento il sistema attribuisce alla P.A. un Codice Ufficio alfanumerico univoco di sei caratteri, necessario alla trasmissione ed alla ricezione delle fatture, che: ·

  • la pubblica Amministrazione deve comunicare al proprio fornitore;·
  • il fornitore deve verificare la rispondenza, di tale codice, all’ufficio committente, prima di emettere la propria fattura, sulla quale va obbligatoriamente riportato, pena lo scarto della fattura da parte del Sistema di interscambio.

Per poter apporre la firma elettronica qualificata o digitale, il singolo fornitore deve dotarsi di un certificato di firma, per il quale è necessario rivolgersi a uno dei certificatori presenti nell’elenco dei certificatori autorizzati.

Il contenuto obbligatorio della fattura deve riportare, oltre all’oggetto per il quale viene emessa ed al codice ufficio alfanumerico, anche, laddove previsto:

  • il codice CUP, (Codice Unico di Progetto);
  • il codice CIG (Codice Identificativo Gara);

Tali codici utilizzati nell’ambito degli appalti pubblici e di utilizzo delle risorse europee, hanno la finalità di gestire, monitorare e tracciare ulteriormente i flussi dei pagamenti.

 

Una volta predisposta la fattura in formato elettronico, pertanto, la stessa deve essere inoltrata al SDI attraverso i seguenti canali di trasmissione: ·

  • PEC;
  • invio tramite web;
  • Servizio SDI Coop-trasmissione;
  • Servizio SDIFTP.

Il SDI, una volta ricevuto il file:

  • assegna alla fattura un codice identificativo;
  • effettua una serie di controlli sul documento.

 

In caso di non conformità, il fornitore riceverà dal SDI una “notifica di scarto”, altrimenti, la fattura viene inviata alla Pubblica Amministrazione destinataria. Se tutto va a buon fine, SDI invierà al fornitore una “ricevuta di consegna”, in caso contrario, il SDI invia una “notifica di mancata consegna”.

La Circolare n. 1/DF/2014 del Mef, fornendo chiarimenti sulla fattura elettronica, ha precisato che la stessa si considera inviata elettronicamente e ricevuta dalle pubbliche Amministrazioni “solo a fronte del rilascio della ricevuta di consegna da parte del Sistema di interscambio”, la quale è ritenuta “sufficiente a provare sia l’emissione della fattura elettronica, sia la sua ricezione da parte della pubblica amministrazione committente”.

Infine, per le fatture così emesse e trasmesse, ai sensi dell’art. 1, comma 209, L. n. 244/2007, è obbligatoria la conservazione elettronica.  In particolare, la Circolare prevede che:

  • le fatture elettroniche debbano essere conservate in modalità elettronica, in conformità alle disposizioni contenute nel D.M. 17.06.2014 (in vigore dal 27.06.2014);·
  • le fatture create in formato elettronico e quelle cartacee possano essere conservate elettronicamente.

In base alla nuova disciplina 2014, è stato tuttavia semplificato il processo di conservazione, il quale ora deve effettuato entro 3 mesi dal termine di presentazione della dichiarazione dei redditi, eliminando l’obbligo di inviare l’impronta dell’archivio informatico all’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, poiché il Sistema di Interscambio non opera l'archiviazione e la conservazione delle fatture elettroniche, è lasciato ai singoli emittenti delle fatture l’onere di provvedere in proprio a tale adempimento.

 

La struttura di Consulenti e Associati, con la società Partners Servizi Srl, anche in questo caso, fornisce la propria consulenza e gli strumenti necessari al completamento di tutta la procedura.

In particolare,  offre il servizio mirato per le piccole imprese e professionisti che, non essendo strutturate con idonei strumenti informatici, devono comunque ottemperare all’emissione della fattura elettronica per le forniture alla Pubblica Amministrazione.

Per ogni ulteriore chiarimento sui servizi offerti, è possibile contattare presso lo studio la sig.ra Rag. Antonella Moschi - 055 8458133, a.moschi@consulentieassociati.it.

 

Lo studio rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.

 

 

Distinti saluti                                                                 Consulenti Associati - La Segreteria

 

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